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Il contenzioso

Relativamente agli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, si segnalano alcuni contenziosi.
Per quanto riguarda l’impianto di Ferrara, sino al deposito della sentenza n. 7892/2010 erano pendenti 5 ricorsi avanti al TAR Emilia-Romagna.
Con i primi tre ricorsi Hera S.p.A. aveva impugnato alcuni atti ritenuti lesivi dei propri diritti, nello specifico:

  • l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) rilasciata dalla Provincia di Ferrara nel 2008 che confermava il limite quantitativo di 130.000 tonnellate complessive di rifiuti smaltibili nell’impianto (mentre in sede di V.I.A. erano state assentite 142.000 tonnellate), limitando, altresì, lo smaltimento dei rifiuti speciali a 30.000 tonnellate (all’interno del predetto limite complessivo);
  • la Variante al Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (P.P.G.R.) adottata nell’aprile 2009, con la quale si era stabilito che, a fronte dell’accrescimento della domanda di smaltimento dei rifiuti urbani, il termovalorizzatore doveva prioritariamente assicurare lo smaltimento di tali rifiuti urbani sempre nel limite di 130.000 tonnellate, cosicché la possibilità di smaltire 30.000 tonnellate di rifiuti speciali diventava meramente residuale e dunque eventuale;
  • l’ulteriore A.I.A., emanata nel giugno 2009, che aveva recepito interamente gli appena descritti contenuti della variante di Piano di cui al punto che precede.

Con sentenza di cui sopra, il T.A.R. Emilia-Romagna aveva respinto i suddetti ricorsi, riuniti in corso di causa, proposti da Hera S.p.A. la quale, ritenendo meritevole di censura la sentenza resa dal Giudice di primo grado, l’ha impugnata avanti al Consiglio di Stato chiedendone la riforma. Poiché nel mese di dicembre 2012 Hera S.p.A. ha ottenuto dalla Provincia di Ferrara l’aggiornamento dell’AIA, conformemente alle richieste che erano confluite nel contenzioso amministrativo, la stessa Hera S.p.A. in data 21 dicembre 2012 ha notificato la rinuncia al ricorso che, per l’effetto, verrà dichiarato estinto dal Consiglio di Stato.
Con quarto ricorso, promosso dal WWF avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna, unitamente ad altre associazioni ambientaliste, è stato chiesto al Giudice amministrativo l’accoglimento della domanda tesa all’annullamento integrale dell’A.I.A. rilasciata ad Hera S.p.A. dalla Provincia di Ferrara nel 2007, poi sostituita dall’A.I.A. del 2008. Il ricorso è stato rigettato dal T.A.R. con Sentenza n. 21/2010. Successivamente il WWF ha impugnato la sentenza di primo grado avanti al Consiglio di Stato ed Hera S.p.A. si è regolarmente costituita nel suddetto giudizio d’appello. Si è in attesa della fissazione dell’udienza di trattazione.
Con ricorso presentato avanti al T.A.R. Emilia Romagna, Herambiente S.p.A. ha impugnato la deliberazione della Giunta della Provincia di Ferrara n. 251 del 20 settembre 2011 avente a oggetto la “Decisione in merito alla procedura di screening per produzione di energia da combustione di biomasse presso l’inceneritore di rifiuti” sito in Ferrara. Herambiente ha presentato alla Provincia di Ferrara una richiesta di attivazione della procedura di verifica (screening) ai sensi della legge regionale 9/1999. Nonostante lo studio di compatibilità ambientale presentato da Herambiente dimostri che la richiesta di sostituire il combustibile ausiliario attualmente utilizzato dall’impianto (gas metano) con una fonte energetica rinnovabile (biomassa ligneo cellulosica) , non determina effetti negativi sull’ambiente (sicché non ricorrerebbero i presupposti per la procedura di VIA), la Provincia di Ferrara, con deliberazione n. 251 del 20 settembre 2011, ha stabilito l’assoggettamento a VIA della richiesta. Si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito.

Per quanto riguarda l’impianto di Rimini, è pendente un ricorso straordinario al Capo dello Stato promosso dall’Associazione WWF Italia contro la Provincia di Rimini e nei confronti di Hera S.p.A. per l’annullamento, previa sospensione, della deliberazione della Giunta Provinciale di Rimini n. 13 del 28 gennaio 2009 avente a oggetto l’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto di termovalorizzazione di Coriano, ritenuta viziata da controparte che ne ha eccepito l’illegittimità in quanto:

  • non sarebbero stati rispettati i termini fissati dalla legge per la durata del procedimento;
  • la Provincia di Rimini avrebbe consentito, immotivatamente, a Hera S.p.A. di non trattare rifiuti sanitari nella nuova Linea 4 e di non realizzare la rete di teleriscaldamento prescritta in sede di V.I.A.;
  • l’A.I.A, così come rilasciata dalla Provincia di Rimini, non avrebbe specificato i limiti delle emissioni in atmosfera con riferimento a ciascuna linea di incenerimento e sarebbe, altresì, in contrasto con la previsione legislativa in tema di percentuali obbligatorie di raccolta differenziata.

Hera S.p.A. ha depositato le proprie deduzioni a mezzo delle quali ha chiesto il rigetto dell’istanza cautelare e del ricorso eccependo l’infondatezza e l’inammissibilità dei motivi avversari. A oggi, si è in attesa del pronunciamento sulla sospensiva.

Si segnala, inoltre, il contenzioso rilevante dovuto al ricorso proposto avanti al T.A.R. dell’Emilia Romagna contro Intercent-ER e la Regione Emilia-Romagna, da parte di Hera S.p.A.: è stato impugnato il bando e i relativi allegati, recante “Procedura aperta per l’affidamento dei servizi di gestione ordinaria, accertamento e supporto alla riscossione ordinaria e coattiva diretta dei tributi e delle entrate comunali”. Hera S.p.A. ritiene che gli atti della gara siano illegittimi, e quindi meritevoli di annullamento, in quanto carenti di qualsiasi previsione concernente il subentro, da parte degli aggiudicatari dei lotti di gara, nei rapporti con il personale dei gestori uscenti adibiti all’attività di accertamento e riscossione dei prelievi che saranno sostituiti dalla Tares nei Comuni che aderiranno alle convenzioni stipulate da Interent-ER con detti aggiudicatari.

Nel 2012 si è concluso il procedimento avanti al TAR Emilia Romagna proposto nel 2011 da Hera S.p.A. nei confronti del Comune di Castello d’Argile. Nei confronti del Comune, che aveva indetto procedure a evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di distribuzione gas, Hera, ha impugnato gli atti di gara ritenendo le procedure adottate non conformi a quanto previsto dalla normativa, la quale prevede che l’affidamento del servizio distribuzione gas avvenga non più su base comunale ma su base di ambiti territoriali minimi. Il TAR ha respinto il ricorso di Hera S.p.A. accogliendo le tesi difensive del Comune.