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I finanziatori

Il Gruppo persegue nei confronti dei finanziatori una politica orientata alla massima trasparenza e correttezza nelle comunicazioni con una equilibrata distribuzione del debito.

 
Composizione dei principali mutui al 31 dicembre
%201020112012
Banca Europea per gli Investimenti42,8%47,6%51,8%
Banca Popolare dell’Emilia Romagna--9,3%
Mediobanca--8,5%
Banca Intesa17,0%12,0%6,1%
Unicredit8,6%8,0%4,9%
Banca Credito Cooperativo Ravennate Imolese1,5%5,4%2,9%
Banca delle Marche4,1%4,2%2,8%
Cassa depositi e prestiti4,1%3,8%2,0%
Banca Popolare di Milano3,4%3,2%1,9%
Dexia Crediop5,9%4,7%1,8%
Altri istituti12,6%11,1%8,0%
Totale100,0%100,0%100,0%

Obiettivo della gestione finanziaria del Gruppo è mantenere un adeguato bilanciamento attuale e prospettico tra impieghi di capitale e fonti di finanziamento, sia in termini di durata sia per tipologia di tasso.

 
Indebitamento finanziario netto
milioni di euro20112012
Disponibilità liquide415,2424,2
Altri crediti finanziari correnti39,147,3
Indebitamento finanziario corrente-118,3-321,3
Indebitamento finanziario corrente netto336,0150,2
Crediti finanziari non correnti10,917,6
Indebitamento finanziario non corrente-2.334,0-2.384,4
Indebitamento finanziario non corrente netto-2.323,1-2.366,8
Totale indebitamento finanziario netto-1.987,1-2.216,6

I mercati finanziari nel corso del 2012 sono stati caratterizzati da un’elevata incertezza sulla solidità e stabilità del sistema economico-finanziario dell’Eurozona che ne ha comportato una elevata turbolenza e volatilità. Nonostante l’appiattimento verso il basso delle curve di mercato si è registrata una rapida crescita dei credit spread e un incremento dei costi di funding delle banche. Il 2012 peraltro si è chiuso con performance positive per i mercati finanziari, sostenuti da una politica monetaria espansiva a livello globale e da importanti decisioni prese dalle istituzioni internazionali per alimentare la crescita economica e diffondere una fiducia generalizzata sui mercati. Negli ultimi tre mesi dell’anno, gli spread hanno avuto una dinamica positiva, e in particolare il differenziale BTP-Bund è sceso sotto i 300 punti.
Gli andamenti finanziari manifestatisi nel corso del 2012 si sono ribaltati immediatamente sulle condizioni finanziarie delle Corporate e prevalentemente su quelle che operano in Paesi il cui rischio sovrano è elevato.
In tale contesto, il Gruppo ha operato nel perseguimento dell’obiettivo di mantenere un adeguato bilanciamento delle scadenze delle poste dell'attivo e del passivo, correlando gli impieghi a coerenti fonti di finanziamento in termini di durata e modalità di rimborso e tenendo conto delle necessità di rifinanziamento dell’attuale struttura di debito e delle modalità operative aziendali e, di individuare il mix ottimale delle fonti di finanziamento tra tasso fisso e variabile, nell’ambito di una strategia prudenziale verso il rischio di oscillazione dei tassi.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2012 risulta pari  a 2.216,6 milioni di euro rispetto a 1.987,1 milioni di euro del 2011. L'incremento dell'indebitamento netto è dovuto agli investimenti effettuati (289 milioni), ai dividendi distribuiti (116,8), all'incremento dei crediti commerciali per effetto del terremoto che ha colpito aree della Regione Emilia Romagna servite dal Gruppo Hera, e all’ampliamento del perimetro di consolidamento del gruppo con l’acquisizione di società controllate ad alta intensità di capitale (Energonut).
Per rafforzare la struttura finanziaria e supportare il proprio sviluppo industriale, il Gruppo ha stipulato nuovi finanziamenti a medio/lungo termine per un importo pari a 327,5 milioni di euro in parte utilizzati per la ristrutturazione del Put Loan RBS di 70 milioni di euro e in parte utilizzati per finanziare adeguatamente il proprio piano di investimenti.
In particolare, un importante apporto è stato fornito:

  • dall’erogazione in giugno di un finanziamento Bei (Banca Europea per gli Investimenti) di 125 milioni di euro a sostegno degli investimenti di potenziamento ed espansione del gas e delle reti di distribuzione di energia elettrica di durata 15 anni amortizing, regolato al tasso Euribor 6 mesi più 1,46%  di spread.
  • dall’emissione obbligazionaria di 102,5 milioni di euro avvenuta il 14 maggio 2012 e caratterizzata da durate particolarmente lunghe di 15 e 20 anni  al tasso fisso del 5,25%.,
  • da nuove linee di credito committed  per 170 milioni di euro con durata pari a 2/3 anni al fine di mantenere solidi gli indici di rischio liquidità, dato l’attuale contesto di mercato.

Al 31 dicembre 2012 il Gruppo dispone di 424 milioni di euro di liquidità, di 420 milioni di linee di credito committed non utilizzate e di ampi spazi su linee di credito uncommitted (1 miliardo di euro) al fine di garantire liquidità sufficiente a coprire ogni impegno finanziario almeno dei prossimi due anni.
Si evidenzia che a gennaio 2013 Hera S.p.A. ha collocato con successo una nuova emissione obbligazionaria d’importo pari a 700 milioni di euro con scadenza gennaio 2028, a valere sul proprio programma EMTN di 1,5 miliardi di euro, al tasso fisso del 5,20%, in parte utilizzata per il rifinanziamento dei Puttable bond. L’operazione ha riaperto il mercato per i corporate italiani su scadenze particolarmente lunghe; l’ultima emissione italiana a 15 anni era stata prezzata nel settembre 2010.

La qualità del debito
Il Gruppo mira ad assicurare un livello di liquidità tale da consentire di far fronte ai propri impegni contrattuali sia in condizioni di normale corso degli affari sia in condizioni di crisi attraverso il mantenimento di linee di credito disponibili, liquidità e tempestivo avvio delle negoziazioni sui finanziamenti in corso di maturazione, ottimizzando il costo del funding in relazione alle condizioni di mercato in corso e prospettiche.
Si evidenzia l’equilibrata struttura patrimoniale del Gruppo che contrappone l’elevato valore di immobilizzazioni a una posizione finanziaria costituita prevalentemente da debiti a medio lungo termine, pari al 98% rispetto al totale debiti finanziari.
Le linee di credito e la relativa attività finanziaria non sono concentrate su nessun finanziatore specifico, ma distribuite omogeneamente fra i principali istituti bancari italiani e internazionali, con un utilizzo largamente inferiore al totale disponibile.
La durata media è pari a circa 8 anni di cui il 58% del debito ha scadenza oltre i 5 anni.
Al 31 dicembre 2012 una parte significativa della posizione finanziaria netta del Gruppo è rappresentata da contratti di finanziamento che prevedono un insieme di clausole, in linea con la prassi internazionale,  che impongono una serie di divieti. Tra queste le principali sono le clausole di “pari passu”, negative pledge e change of control. Relativamente alle clausole di rimborso anticipato obbligatorio non sono previsti covenants  finanziari sul debito  tranne quello, del limite del corporate rating da parte di anche una sola Agenzia di Rating al di sotto del livello di “Investment Grade” (BBB-).

Il costo del debito

Il Gruppo utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito finanziario a medio lungo termine, linee di credito bancario di diverso tipo e impiega la liquidità disponibile prevalentemente in strumenti di mercato monetario immediatamente smobilizzabili. Le variazioni nei livelli dei tassi di interesse di mercato influenzano sia gli oneri finanziari associati alle varie forme tecniche di finanziamento sia i proventi delle varie forme di impiego della liquidità, incidendo pertanto sui flussi di cassa e sugli oneri finanziari netti del Gruppo.
Al 31 dicembre 2012 l’esposizione al rischio di variazioni sfavorevoli dei tassi di interesse, con conseguente impatto negativo sui flussi di cassa, è pari al 37% dell’indebitamento finanziario lordo totale. Il restante 63% è costituito da finanziamenti a medio/lungo termine a tasso fisso esponendo il Gruppo al rischio di variazione del Fair Value.
L’applicazione della politica di gestione del rischio tasso si traduce di volta in volta, in base alle condizioni di mercato, in una data combinazione di strumenti finanziari a tasso fisso, a tasso variabile e di coperture finanziarie con prodotti derivati.
I derivati risultano perfettamente aderenti al debito sottostante ed in accordo con i principi IAS.
La politica di copertura del Gruppo non prevede l’utilizzo di strumenti con finalità speculative ed ha come obiettivo l’individuazione ottimale tra tasso fisso e variabile nell’ambito di una strategia prudenziale verso il rischio di oscillazione dei tassi. La gestione del rischio tasso d’interesse mira essenzialmente a stabilizzare i flussi finanziari in modo da garantire i margini e la certezza dei flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.
Nel corso del 2012, pur in presenza di una struttura fortemente caratterizzata dal debito a lungo termine il Gruppo è riuscito a mantenere il costo dello stesso a un livello medio globale intorno al 4,4 %.
La quota di valore aggiunto distribuito ai finanziatori è stata pari nel 2012 a 134,1 milioni di euro.

Il credit rating

Gli andamenti finanziari manifestatisi nel corso del 2012 sono stati caratterizzati da un’elevata incertezza sulla solidità e stabilità del sistema economico-finanziario dell’Eurozona che ne ha comportato un’elevata turbolenza e volatilità e che si sono ribaltati immediatamente sulle condizioni finanziarie delle Corporate e prevalentemente su quelle che operano in paesi il cui rischio sovrano è elevato.
In tale contesto il Gruppo ha  operato attraverso un ricorso all'indebitamento finanziario sempre bilanciato, in modo da mantenere una solida struttura di bilancio.
Hera S.p.A. dispone del rating sul lungo termine di Moody’s “Baa1 Outlook Negativo” e di Standard &Poor’s (S&P) “BBB+ Outlook Stabile”.
Nel primo semestre del 2012 il rating di Standard &Poor’s, di  “BBB+ Outlook Stabile” è stato confermato. In data 26 novembre 2012, Moody’s  ha confermato il rating sul lungo termine  di “Baa1 Outlook Negativo”,  posizionando il Gruppo Hera  un notch  superiore al rating del Paese Italia (Baa2 Outlook Negativo).
Dato l’attuale contesto di deterioramento della situazione macroeconomica italiana e l’incertezza sulle prospettive del Paese, sono state ulteriormente rafforzate le azioni e le strategie di Piano indirizzate a garantire il mantenimento/miglioramento di adeguati livelli di rating. Il rating Italia risulta alla data di pubblicazione del presente Bilancio pari a BBB+ outlook negativo (S&P), Baa2 outlook negativo (Moody's) e BBB+ outlook negativo (Fitch).