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La qualità dell'acqua potabile

Nel 2012 nei laboratori del Gruppo sono state effettuate sulle acque potabili 328.168 analisi, circa 900 al giorno. Di queste, il 58% è stato effettuato su campioni prelevati nelle reti di distribuzione.
I controlli sulla qualità delle acque destinate alla potabilizzazione e quelle destinate al consumo umano sono regolati rispettivamente dal D.Lgs. 152/2006 e dal D.Lgs. 31/2001.
I controlli sono effettuati dal gestore del servizio idrico e dalle Aziende USL e sono svolti presso i punti di campionamento delle fonti, presso gli impianti di potabilizzazione e accumulo, lungo le reti di adduzione e distribuzione. Hera ha consolidato un Piano di Controllo di Gruppo in cui sono riportati i punti di campionamento e le modalità di controllo applicate (parametri analitici e frequenze). Il Piano di Controllo è sviluppato sulla base di linee guida tese alla caratterizzazione chimica, fisica e batteriologica dell’acqua, a tutela del pieno rispetto dei requisiti di legge e a garanzia della fornitura di un prodotto di qualità ottimale.

Quanto costa l’acqua

Consumare acqua di rubinetto al posto della minerale, oltre a benefici ambientali, produce anche risparmio economico: considerando un consumo medio di 1.000 litri all’anno per una famiglia di tre persone e il prezzo medio di 35 centesimi per litro di alcune acque minerali naturali in commercio, la spesa per l’acqua minerale è di circa 350 euro all’anno. La spesa per la stessa quantità di acqua proveniente dall’acquedotto sarebbe invece di 1,7 euro all’anno. L’Italia si trova al primo posto in Europa con 188 litri di acqua procapite consumati nel 2011 (Fonte Beverfood 2012) davanti alla Germania che ha raggiunto 170 litri procapite

 

Qualità dell’acqua significa anche controllo dell’efficacia dei processi di trattamento. A titolo di esempio si citano la ricerca dei cloriti e dei trialometani, sostanze conseguenti rispettivamente all’utilizzo del biossido di cloro e dell’ipoclorito di sodio come agenti disinfettanti. La concentrazione del clorito e dei trialometani nella rete di distribuzione è tenuta costantemente sotto controllo nel rispetto del limite di legge.
A partire dal 2008 i dati medi rilevati per i parametri pH, durezza totale, residuo secco a 180°, cloruro, fluoruro, sodio, ioni nitrato, nitrito e ammonio sono resi pubblici semestralmente attraverso la loro pubblicazione sul sito internet del Gruppo per singolo comune. Dal primo semestre 2012 questo set di parametri è stato esteso a ulteriori quattro: calcio, magnesio, solfato e alcalinità totale. Tutti questi parametri sono rappresentativi della qualità dell’acqua potabile distribuita e consentono un confronto con la qualità delle acque imbottigliate in commercio.
Dal gennaio 2009 tutti gli impianti di produzione di acqua potabile della Romagna sono gestiti da Romagna Acque - Società delle Fonti, la società costituita a questo scopo dalle amministrazioni locali romagnole. Quindi l’acqua distribuita nei territori di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini è acquistata all’ingrosso da tale società, e l’intervento di Hera sulla sua qualità è limitato alla gestione delle stazioni di disinfezione integrativa lungo le reti di distribuzione.

La qualità dell'acqua, ora anche in bolletta

Dal 15 settembre 2012 l’etichetta dell’acqua di rubinetto è presente nelle bollette di Hera. Ogni cliente può trovare direttamente in bolletta i dati della qualità dell’acqua distribuita da Hera nel proprio comune, aggiornati ogni 6 mesi. La comunicazione riguarda 170 comuni (esclusi quelli gestiti da Marche Multiservizi) in cui Hera gestisce il servizio di distribuzione di acqua e comprende i valori di 13 parametri della qualità dell’acqua confrontati con i limiti di legge (alcalinità totale, ammonio, calcio, cloruro, pH, durezza, fluoruro, magnesio, nitrato, nitrito, residuo secco a 180 °C, sodio, e solfato). Ai dati è affiancato un messaggio che ricorda che l’acqua di rubinetto è buona, sicura, fa bene all’ambiente e fa risparmiare 300 euro all’anno.

 
Confronto qualitativo tra l’acqua Hera e le acque minerali naturali in commercio
 Acque minerali (min-max)

Limiti per acqua di rubinetto D.Lgs.

31/2001

Territorio di BolognaTerritorio di FerraraTerritorio di Forlì-CesenaTerritorio di
Imola-Faenza
Territorio di ModenaTerritorio di
Ravenna
Territorio di
Rimini
pH5,8-8,46,5-9,57,57,67,67,57,47,87,6
Durezza totale (°F)3-9350*29213132362331
Residuo fisso a 180° (mg/l)22,3-13001.500*369269390399541309410
Sodio (mg/l)0,9-74,720022172431522930
Fluoruri (mg/l)0,07-1,11,5< 0,100,120,140,15<0,100,120,14
Nitrati (mg/l)1-19,55507891121512
Cloruri (mg/l)0,3-78,725034293443854439

* Valore consigliato
Confronto effettuato con i dati indicati nelle etichette di 17 acque minerali naturali di larga commercializzazione, con esclusione del parametro “Durezza totale” per il quale si utilizzano i dati pubblicati dalla rivista Altroconsumo (n. 184 di luglio/agosto 2005). I dati relativi all’acqua Hera sono valori medi di 11.718 analisi effettuate secondo le frequenze e nei punti di prelievo lungo la rete di distribuzione, come previsto dal piano di controllo e sorveglianza del ciclo idrico.

 

Le valutazioni sulla qualità dell’acqua potabile distribuita, in confronto alla qualità dell’acqua minerale, sono effettuate sulla base dei valori di parametri analitici comunemente ricercati presso i punti di campionamento rappresentativi delle reti acquedottistiche: pH, durezza, residuo secco a 180°C, sodio, fluoruri, nitrati, cloruri.
I parametri prescelti di misura della qualità dell’acqua distribuita sono in gran parte riferiti all’importanza di distribuire acqua potabile caratterizzata da un adeguato apporto di sali minerali.

In buone acque: il report sulla qualità dell’acqua potabile

Nel settembre 2009 Hera per la prima volta ha pubblicato “In buone acque”, il primo report pubblicato in Italia da un gestore del servizio idrico sulla qualità dell’acqua potabile. Il report vuole comunicare la qualità dell’acqua potabile di Hera per rafforzare la fiducia dei cittadini e sensibilizzarli a un uso più consapevole e sostenibile di questa risorsa. Il report descrive i ruoli e le responsabilità di pianificatori, controllori e controllati, i processi di trattamento, depurazione e distribuzione delle acque, i controlli effettuati da Hera e dagli organi pubblici e i relativi risultati, le iniziative di sensibilizzazione messe in atto da Hera con l’obiettivo di modificare abitudini e comportamenti individuali. L’edizione 2011 del report è stata presentata, anche grazie a una chat on line, a settembre 2012 con un’importante novità: oltre ai dati delle analisi Hera vengono presentati anche i risultati delle analisi svolte delle Aziende Usl. La quarta edizione del report contiene i contributi esterni dell’Istituto Superiori di Sanità, di Coop Italia e della professoressa Renata Caudarella, specialista in malattie del metabolismo e del ricambio.


Si conferma anche per il 2012 che i dati medi dell’acqua Hera sono confrontabili con quelli delle acque minerali in commercio e che non sono state concesse deroghe al rispetto dei limiti previsti dal D.Lgs. 31/2001.
Considerando alcuni parametri significativi per valutare la qualità dell’acqua (alluminio, cadmio, clorito, Escherichia coli, ferro, manganese, nitrato, piombo e trialometani-totale) nel 2012 sono state effettuate 43.469 determinazioni analitiche. Di queste il 99,3% ha dato un risultato conforme al limite di legge evidenziando una qualità sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (la percentuale di analisi non conforme è calcolata mediante il rapporto percentuale fra il numero di analisi conformi, cioè analisi aventi i parametri conformi ai limiti previsti dal D.Lgs. 31/2001 e il numero di analisi totale). Nei casi di non conformità anche di un solo parametro, Hera attiva interventi immediati di ripristino della conformità dell’acqua (lavaggi delle condotte, controllo della disinfezione, ecc.) anche su indicazione delle Aziende USL locali. Rispetto al 2011 si evidenzia un lieve peggioramento del parametro indicatore alluminio nel territorio di Imola-Faenza, da ricondurre alla fase transitoria di adeguamento impiantistico dell’acquedotto che preleva l’acqua dai bacini di Bubano e finalizzata al miglioramento del processo di chiariflocculazione.
Per motivi di igiene, sanità e sicurezza pubblica il Comune può emettere, per determinati periodi di tempo, ordinanze di non potabilità dell’acqua con conseguente interruzione del servizio. In questi casi l’uso dell’acqua per scopi alimentari può essere del tutto vietato oppure subordinato all’adozione di particolari accorgimenti (per es. bollitura) mentre di norma l’acqua può continuare a essere utilizzata per tutti gli altri usi.
Nel corso del 2012 sono state emesse 35 ordinanze sindacali di non potabilità che hanno riguardato reti di modesta dimensione a servizio di un piccolo numero di utenti. Di queste, 30 hanno riguardato i comuni dell’Alta Valmarecchia (Rimini) con cause riconducibili all’eccezionale nevicata del mese di febbraio 2012 che ha provocato un peggioramento qualitativo delle fonti di approvvigionamento e reso oltremodo difficoltoso l’esercizio degli impianti di disinfezione. Tre ordinanze (erano cinque nel 2011) hanno riguardato il comune di Pievepelago (MO) per il quale la gestione del servizio è stata affidata a Hera nel corso del 2011; la situazione impiantistica ereditata è risultata piuttosto precaria e sono stati effettuati interventi strutturali finalizzati a garantire un più elevato livello di qualità e di affidabilità.

Il Sistema Laboratori del Gruppo Hera

L’attività di analisi è effettuata attraverso il Sistema Laboratori del Gruppo Hera costituito da due laboratori principali, situati a Bologna e Forlì e da sette unità logistiche per i campionamenti dislocate sul territorio, a stretto contatto con gli impianti sia di potabilizzazione sia di depurazione. Il Sistema Laboratori conta 5.000 metri quadrati di strutture, ha effettuato oltre 1 milione 200 mila determinazioni nel 2012, oltre 3.000 determinazioni giornaliere, avvalendosi di 80 tecnici specializzati. I due laboratori costituiscono un laboratorio “multisito” accreditato ACCREDIA in conformità alla norma UNI EN ISO/IEC 17025:2005.
Il laboratorio di Bologna, dedicato alle analisi di acque potabili, acque reflue e a quelle microbiologiche, è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca come laboratorio di ricerca ed è dotato di strumentazioni altamente specializzate in grado di effettuare ricerche di microinquinanti quali gli interferenti endocrini: è il primo laboratorio in Italia ad aver accreditato tali parametri tra cui PFOA e PFOS.
Il laboratorio di Forlì, dedicato alle analisi relative a rifiuti solidi, fanghi, emissioni in atmosfera, microinquinanti organici, è una struttura tra le più avanzate d’Europa: in esso è presente strumentazione ad alta automazione e di grande sensibilità e precisione, come lo spettrometro di massa a settore magnetico, uno strumento ad alta risoluzione in grado di analizzare microinquinanti organici quali diossine, furani, PCB.


Per quanto riguarda le analisi sull’acqua, il Sistema Laboratori del Gruppo prevede uno specifico servizio di trasporto campioni, certificato ISO 9001 e operativo 7 giorni su 7, dalle unità di campionamento dislocate sul territorio al laboratorio di Bologna. I mezzi adibiti al trasporto assicurano l’assoluta adeguatezza alla conservazione dei campioni prelevati (refrigerazione e registrazione delle temperature di trasporto) a dimostrazione del fatto che il livello e la qualità dei controlli non dipendono dal luogo fisico nel quale viene svolta l’attività analitica se vengono garantite corrette operazioni di campionamento e trasporto dei campioni stessi.
I risultati delle analisi sono resi disponibili ai gestori degli impianti di potabilizzazione nello stesso giorno di esecuzione del campionamento. Per le analisi microbiologiche la disponibilità dei risultati è garantita entro le 72 ore. É inoltre disponibile strumentazione per analisi in tempo reale per numerosi parametri così come è previsto un servizio di gestione delle emergenze attraverso il quale i gestori degli impianti di potabilizzazione, di depurazione e trattamento rifiuti possono avvalersi di un supporto analitico e di campionamento 24 ore su 24.

In Hera si beve l'acqua di rubinetto

Il progetto Hera2O, avviato nel 2008, promuove l’uso dell’acqua di rete da parte dei lavoratori di Hera. Bevendo nel 2012 circa 425.000 litri di acqua di rete grazie agli erogatori installati nelle mense e negli uffici, i lavoratori di Hera hanno evitato la produzione di quasi 650.000 bottiglie di plastica (ipotizzate bottiglie da 0,50 per mense e usi individuali, da 1,50 per uffici e sale riunioni), con un risparmio energetico di circa 44tep, minori emissioni di CO2 pari a 122 tonnellate e circa 430 cassonetti in meno di rifiuti da gestire.


Nel 2012 hanno avuto un forte impulso sul territorio di riferimento di Hera le “case dell’acqua”, strutture collocate in aree pubbliche che mettono a disposizione dei cittadini acqua di rete refrigerata, liscia e gassata. Hera ha partecipato alla realizzazione di “case dell’acqua” nel territorio servito e ha definito un suo format denominato “Sorgente Urbana” con il quale si è avviata la diffusione anche nelle altre province in cui Hera gestisce il servizio idrico. A fine 2012 sono operative 13 case dell’acqua (di cui 7 attivate nel 2012) e 6 sorgenti urbane (tutte attivate nel 2012) che hanno erogato nel 2012 5,6 milioni di litri di acqua. Un elemento qualificante attuato da Adriatica Acque, la società del Gruppo Hera specializzata nella realizzazione e nella gestione di queste attrezzature, è relativo al coinvolgimento, in collaborazione con i Comuni interessati, di cooperative sociali o associazioni Onlus per le attività di presidio e pulizia quotidiana delle case dell’acqua.

Tenuto conto della notevole preoccupazione suscitata dalla presenza di tubazioni in amianto-cemento nella rete idrica Hera svolge da tempo verifiche costanti dello stato di conservazione delle condotte attraverso un piano di controllo dedicato alla ricerca delle fibre di amianto nell’acqua. L’uso di amianto, ampiamente diffuso nell’edilizia come in altri settori industriali fino alla fine degli anni ‘80, è stato definitivamente bandito nel 1992. Mentre è riconosciuto che l’inalazione delle fibre di amianto provoca l’insorgere di gravi malattie dell’apparato respiratorio, non si hanno evidenze di tossicità legata all’ingestione. Infatti la normativa vigente in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano (D.Lgs. 31/2001) non prevede limiti rispetto alla presenza di fibre di amianto: in particolare, il decreto ministeriale 14 maggio 1996, allegato 3, cita un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in cui si afferma che “... Non esiste dunque alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute”. I risultati dei controlli svolti nel 2012 confermano l’assenza generalizzata di fibre d’amianto, fatta eccezione per un punto nel quale peraltro il numero di fibre rilevato è stato comunque di diversi ordini di grandezza inferiore al valore limite indicato dall’USEPA (Ente Protezione Ambientale degli Stati Uniti) pari a 7.000.000 fibre/litro. Inoltre l’acqua presenta generali caratteristiche di non aggressività nei confronti della matrice cementizia.

Hera a fianco di Coop per l’”Acqua di casa mia”

Nel 2012, per la prima volta, sono arrivate nei punti vendita di Coop Estense, Coop Adriatica e Coop Reno presenti nel territorio servito da Hera le etichette sulla qualità dell’acqua del rubinetto. L’iniziativa di Coop nell’ambito della campagna “Acqua di casa mia” è realizzata anche con il contributo di Hera che ha fornito i dati dei controlli sull’acqua effettuati sul territorio e ha organizzato punti informativi nei principali ipermercati coinvolti. Nelle corsie delle acque minerali in tutti i punti vendita sono stati affissi quindi i manifesti con l’etichetta dell’acqua del rubinetto. Il progetto vede coinvolti 145 punti vendita in 77 comuni del territorio servito da Hera.