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I rifiuti smaltiti

Il Gruppo Hera, tramite la controllata Herambiente, gestisce il proprio sistema impiantistico di trattamento, mediante operazioni di recupero e smaltimento, di rifiuti urbani e speciali, con una dotazione di 80 impianti. Tale sistema impiantistico rappresenta un modello integrato e completo unico in Italia, che permette di rispondere in maniera efficace e appropriata ai principi comunitari e nazionali nella gestione dei rifiuti. Il sistema contempla diversi tipi di impianto: stoccaggio e pretrattamento iniziale, selezione e recupero dei materiali “secchi” (carta, cartone, vetro, plastica e lattine), compostaggio e digestione anaerobica della frazione organica con recupero energetico, termovalorizzatori a elevato recupero energetico, discariche, trattamento chimico-fisico dei rifiuti liquidi, trattamento, pretrattamento e ricondizionamento di rifiuti fangosi e polverulenti. Si copre così la totalità del fabbisogno di trattamento dei rifiuti urbani raccolti da Hera S.p.A. sul territorio di riferimento e di una vastissima gamma dei rifiuti del settore industriale e terziario pericolosi e non pericolosi sul bacino di riferimento nazionale.

L’impianto di trattamento fanghi industriali che “ridà vita” ai rifiuti

Ricavare "valore" dal fango, contribuendo allo stesso tempo alla salvaguardia dell'ambiente: questo è l'obiettivo dell'impianto di trattamento fanghi industriali (Disidrat), inaugurato a Ravenna nell'aprile 2012 che andrà a sostituire un impianto simile, ma di minori dimensioni e con performance ambientali inferiori. L'impianto, gestito da Herambiente, tratterà circa 150.000 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi, intesi come "fanghi". Grazie alle sofisticate tecnologie impiegate, gran parte del materiale in ingresso potrà essere recuperato e riutilizzato come copertura per le discariche in sostituzione del terreno vegetale o come materiale di consolidamento per le miniere. Il processo porterà a recuperare circa il 50% del materiale in ingresso, favorendo così la riduzione di quanto viene conferito in discarica.
L'impianto è stato realizzato in 24 mesi, con un investimento di 13 milioni di euro.Il sito industriale in cui è inserito l'impianto gode già della certificazione ambientale ISO 14001, della certificazione per la sicurezza OSHAS 18001 e della registrazione EMAS che nel 2013 verrà estesa anche al nuovo impianto.


Nel 2012 Herambiente ha sviluppato le seguenti attività:

  • migliorata l’efficienza energetica dei termovalorizzatori: grazie al raggiungimento dei livelli di rendimento previsti dalla normativa, gli impianti di Ferrara e Bologna sono stati riconosciuti quali impianti di recupero e non di smaltimento, sono in corso interventi che porteranno agli stessi livelli gli impianti di Rimini e Modena, successivamente si interverrà a Forlì. Nel 2012 Herambiente ha acquisito la società Energonut proprietaria di un impianto di recupero energetico da CDR situato nella regione Molise;
  • ampliata la volumetria di diverse discariche esistenti (Tre Monti, Zocca, Pago). Effettuati interventi per la copertura definitiva di discariche esaurite e il loro reinserimento paesistico-ambientale nel territorio (D.Lgs. 36/2003). Nel 2012 le discariche di Modena e di Finale Emilia sono state utilizzate per lo stoccaggio, il trattamento e il riutilizzo di macerie degli eventi sismici come copertura delle discariche esaurite al posto della ghiaia naturale;
  • relativamente agli impianti per rifiuti speciali è entrato in esercizio industriale l’impianto di trattamento rifiuti fangosi e polverulenti denominato “disidrat” in provincia di Ravenna, è stato completato l’adeguamento dell’impianto chimico-fisico ITFI di Bologna e sono proseguiti gli ammodernamenti degli impianti per rifiuti speciali pericolosi e non del sito di Via Baiona a Ravenna;
  • realizzati alcuni progetti innovativi: “landfill mining”, ossia rimozione di rifiuti da una discarica per rifiuti pericolosi esaurita e loro ricollocazione in idonea destinazione con la possibilità di realizzare una nuova discarica con volumetria 4-5 volte superiore rispetto alla preesistente; impianto di desorbimento termico di tipo indiretto per il trattamento di terreni contaminati, prevalentemente da idrocarburi, per bonifiche ex-situ e recupero di terreno decontaminato da ricollocare presso il sito bonificato; presentato il progetto di riqualificazione ambientale di una discarica esaurita utilizzando una serie di rifiuti non pericolosi di recupero al posto di materie prime vergini (comparto al km 3,8 della SS 309, a Ravenna);
  • realizzati a Rimini e Ravenna, nell’ambito del progetto “biodigestori”, due nuovi impianti di biodigestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti per la produzione di energia elettrica rinnovabile e di compost di qualità.

Il progetto “biodigestori” di Hera: + energia rinnovabile e – gas serra

Il progetto prevede il recupero di biomasse di diversa natura sia come fertilizzante per i suoli agricoli sia come materia prima per la produzione di energia evitandone così lo smaltimento in discarica e la conseguente produzione di gas serra. Nel 2012 sono stati realizzati due nuovi impianti ed è stata completata la progettazione esecutiva di un terzo impianto. Gli impianti di Cà Baldacci (Rimini) e Voltana di Lugo hanno ciascuno una potenzialità di 40.000 tonnellate all'anno con produzione di circa 6.500 MWh/anno di energia elettrica (pari al consumo di 2.400 famiglie). A Rimini il cantiere è stato attivato nel mese di marzo e il 14 dicembre è avvenuto il primo parallelo con cessione di energia elettrica mentre a Voltana il cantiere è stato attivato nel mese di febbraio e l'11 dicembre è avvenuto il primo parallelo con cessione di energia elettrica. Una volta a regime, i due impianti permetteranno di risparmiare circa 4.000 tonnellate di gas serra all'anno.
É stata inoltre completata la progettazione definitiva di un impianto a Modena dotato di sezione di digestione dry e di sezione di compostaggio. Per questo intervento si studieranno soluzioni tecnologiche al fine di garantire, stante la forte riduzione dell'incentivo sull'energia prodotta, la sostenibilità economica dell'investimento.

 
Rifiuti smaltiti per tipologia
 
Rifiuti urbani e speciali smaltiti per tipologia di impianto
migliaia di t201020112012
Impianti di separazione6,74,00,6
Impianti di selezione322,2299,2320,4
Termovalorizzatori e centrale a biomasse800,6923,0955,0
Impianti di compostaggio463,8504,7485,9
Discarica1.429,71.268,31.219,4
Inertizzazione e chimico fisico1.227,4891,6754,0
Impianti di terzi1.452,71.216,31.120,9
Totale5.703,15.107,14.856,2

I dati fanno riferimento ai rifiuti in ingresso negli impianti e quindi possono prevedere duplicazioni. Una parte dei rifiuti trattati negli impianti di selezione, per esempio, può essere smaltita in discarica dopo il trattamento di selezione. Si è provveduto a sottrarre, dai quantitativi trattati negli impianti di separazione, i rifiuti in uscita da tali impianti che sono stati conteggiati negli impianti di destinazione finale.

La situazione congiunturale sfavorevole ha generato un calo generalizzato dei rifiuti prodotti: la forte spinta commerciale del Gruppo, unitamente al consolidamento di Energonut nell'ultimo trimestre 2012 e all'acquisizione di alcuni comuni del Montefeltro, ha però generato una crescita dei rifiuti speciali commercializzati del settore del rifiuto secco. Il decremento dei rifiuti speciali smaltiti è prevalentemente determinato dalla calo dei rifiuti smaltiti presso impianti chimico-fisici e depuratori a seguito della minore piovosità rispetto al 2011 e dalla messa in stand by di alcuni impianti, come il digestore di Spilamberto.
In linea con il processo di razionalizzazione impiantistica e gli obblighi normativi, risulta evidente la contrazione del rifiuto smaltito in discarica (-4%), nonostante il consolidamento nel 2012 della discarica di Finale Emilia (MO) che incide per 133 mila tonnellate. Senza considerare la discarica di Finale Emilia la riduzione sarebbe del 14%.
La dotazione impiantistica del Gruppo ha favorito il trattamento dell'aumento di rifiuto da raccolte differenziate. Si rileva, infatti, un aumento del rifiuto trattato presso gli impianti di selezione e di compostaggio/stabilizzazione: fanno eccezione il digestore di Spilamberto e l'impianto di Rimini, messo in stand by per l'avvio del nuovo digestore anaerobico.

 
Rifiuti urbani e speciali smaltiti per impianto
migliaia di tISO 14001EMAS201020112012
Coriano – RNxx109,6114,4126,8
Frullo Granarolo - BO (Frullo Energia Ambiente)xx206,2201,0197,1
Canal Bianco Ferrara xx130,0129,8129,9
Grigioni Forlì xx116,0115,7120,0
Strada Romea km 2,6 Ravenna xx42,842,144,9
Comparto Area 2 Cavazza Modena xx157,8176,3177,8
Rifiuti Speciali Ravenna xx38,240,035,4
Faenza - RA (Enomondo)x  103,797,6
Pozzilli - IS (Energonut)x x  25,5
Totale termovalorizzatori e centrale a biomasse  800,6923,0955,0
Busca – FCxx79,6 63,831,7
Strada Romea km 2,6 (1C) Ravenna xx 297,6 205,0161,0
Lugo – RAxx0,0 16,255,7
Galliera – BOxx 176,781,660,0
Tremonti Imola – BOxx 153,7 199,1214,5
Il Pago Firenzuola – FIxx 86,9 90,298,4
Strada Romea km 2,6 ex2B super Ravenna (Sotris)xx 0,4 0,00,0
Strada Romea km 2,6 ex2B super TN Ravenna (Sotris)xx97,3 90,261,7
Zocca – MOxx59,6 53,17,9
Castelmaggiore – BO (Asa)xx220,4 193,6173,5
S. Agata Bolognese - BO (Nuova Geovis)x 20,3 17,114,6
Finale Emilia – MO (Feronia)    132,9
Civitella - FC  0,00,03,9
Tavullia, Montecalvo, Urbino  – PU (Marche Multiservizi)x 188,2213,0162,1
Discariche di terzi  48,945,441,4
Totale discariche  1.429,71.268,31.219,4
Coriano - RN (Akron)xx80,079,988,3
Modena (Akron)x 60,655,659,4
Mordano - BO (Akron)xx48,239,337,6
Lugo-Cotignola - RA (Akron)xx75,972,479,5
Ferrara (Akron)x 53,248,955,2
Altri impianti esterni  4,43,20,5
Totale impianti di selezione  322,2299,2320,4
Busca - FC (Romagna Compost)  42,846,347,1
S. Agata Bolognese - BO (Nuova Geovis)x 111,459,663,3
Impianto stabilizzazione S. Agata Bol.se - BO (Nuova Geovis)x 0,049,848,5
Ozzano - BO (Nuova Geovis)x 22,020,227,9
Voltana di Lugo - RAxx52,655,953,4
Cà Baldacci Rimini xx42,947,022,3
Ostellato - FEx 99,629,028,7
Impianto stabilizzazione Ostellato - FEx 0,072,772,1
Impianto stabilizzazione CDR Ravennax 22,921,622,8
Digestore anaerobico Spilamberto - MO  91,169,99,2
Impianto stabilizzazione Tremonti Imola – BO (Akron)xx59,563,250,9
Faenza - RA (Enomondo)x 0,030,028,8
Impianto stabilizzazione (Marche Multiservizi)x 10,19,510,7
Totale impianti di compostaggio  463,8504,7485,9
Impianto chimico-fisico Forlìxx38,618,86,4
Impianto chimico-fisico-biologico Ravennaxx215,7138,8114,1
Impianto trattamento fanghi Ravenna  115,3113,0102,7
Impianto chimico-fisico Z.I. Ravennaxx342,4259,8272,6
Impianto chimico-fisico-biologico Alfonsine - RA x 0,60,00,0
Impianto chimico-fisico Russi - RA   0,70,00,0
Impianto chimico-fisico-biologico Lugo - RAxx133,777,265,2
Impianto inertizzazione e chimico-fisico ITFI Bolognaxx155,9103,8103,1
Impianto inertizzazione Ravenna (Sotris)xx15,414,212,2
Impianto chimico-fisico (con piattaforma rifiuti speciali) Ferraraxx17,718,34,9
Impianto chimico-fisico area 2 Cavazza Modenaxx66,661,866,0
Impianto chimico-fisico area 3 Modenax 22,43,10,0
Impianto Soliroc Modenax 2,50,00,0
Impianto trattamento percolato FC (Romagna Compost)  0,06,25,1
Impianto sperimentale trattamento fanghi SOTRIS  8,86,71,7
Totale impianti di inertizzazione e chimico-fisico  1.227,3891,6754,0
Produzione CDR Ravennaxx5,33,41,5
Separazione Bolognax 0,10,2-0,3
Separazione Tremonti Imola – BO (Akron)xx0,00,00,0
Separazione Forlìxx0,00,00,0
Separazione Ostellato - FEx 1,40,4-0,6
Totale impianti di separazione meccanica  6,84,00,6
Impianti di terzi (depuratori)  1.348,91.108,6976,2
Impianti di terzi Marche Multiservizi  103,8107,6144,7
Totale altri impianti  1.452,71.216,21.120,9
Totale  5.703,15.107,14.856,2
 

Energonut, un impianto per la produzione di energia

A novembre 2012 Herambiente ha perfezionato l'acquisto, da Veolia Servizi Ambientali, della società Energonut (inclusa nel perimetro di consolidamento da ottobre 2012) che gestisce un impianto di smaltimento situato a Pozzilli (IS) e destinato alla produzione di energia elettrica da combustione di combustibile da rifiuti e biomasse. L'impianto, che dispone di una capacità autorizzata di 93.500 tonnellate annue e di una potenza di 13 MW, nell'ultimo trimestre del 2012 ha trattato 25,5 mila tonnellate di rifiuti. La società possiede la certificazione ISO 14001 dal 2007, la registrazione EMAS dal 2009 e la certificazione OHSAS 18001 dal 2012.


I rifiuti speciali: assimilati, pericolosi e non pericolosi

Quando si parla di rifiuti il pensiero va immediatamente ai rifiuti prodotti nelle abitazioni. Si tratta, di fatto, di una vista molto parziale della realtà, dato che questi non rappresentano neppure il 20% del totale dei rifiuti prodotti complessivamente.
In Italia infatti a fronte di una produzione complessiva di rifiuti di oltre 170 milioni di tonnellate all'anno, circa 140 milioni sono speciali, ovvero scarti prodotti dal complesso delle attività produttive, mentre circa 32 milioni di tonnellate sono rifiuti urbani. In Emilia-Romagna, il rapporto non cambia: su circa 13,5 milioni di tonnellate di rifiuti complessivamente prodotti, solo 3 milioni sono urbani.

Produzione di rifiuti urbani e speciali per Provincia (2010)
migliaia di tRifiuti urbaniRifiuti speciali non pericolosiRifiuti speciali pericolosiRifiuti speciali totaliRifiuti totali
Modena4641.771861.8572.322
Bologna5851.6261681.7942.378
Ferrara262777678441.106
Ravenna3201.8091821.9912.311
Forlì-Cesena322865699341.255
Rimini27351866584857
Totale province del territorio di riferimento Hera2.2267.3666378.00310.229
Piacenza195487146633829
Parma26861539654922
Reggio Emilia4041.046841.1301.534
Totale regione Emilia Romagna3.0939.51490710.42113.514

Fonte: Elaborazioni Arpa sui dati provenienti da MUD, tratto da RER Arpa - La gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna - Report 2010 e 2011


I rifiuti speciali, dunque, nonostante la forte incidenza, nell’immaginario collettivo diventano invisibili, sia perché più distanti dalla realtà quotidiana, sia per il diverso trattamento che la legge riserva alle due categorie di rifiuti. I rifiuti urbani devono essere raccolti, trattati e smaltiti nell’ambito della provincia in cui vengono prodotti, a costi per il cittadino predeterminati dalle autorità di pianificazione. I rifiuti speciali invece devono essere smaltiti dal produttore e le aziende si rivolgono per lo smaltimento all’operatore che meglio risponde alle loro esigenze, anche dal punto di vista economico.
I rifiuti speciali dunque prendono spesso vie che li portano lontano dal luogo di effettiva produzione: altre province, altre regioni o, addirittura, all’estero. Questa minore visibilità, cui spesso si unisce una minore tracciabilità si è riflessa negli anni in carenze di pianificazione di natura strategica rispetto all’impiantistica per il loro smaltimento, e purtroppo tende a facilitarne lo scivolamento verso forme di smaltimento illegale, che da anni arricchiscono le cosiddette ecomafie.
Il rapporto “Ecomafia 2012” di Legambiente evidenzia nel 2011 una lieve flessione, ma con numeri sempre straordinari, per i reati nel ciclo dei rifiuti e del cemento. Aumentano i traffici illeciti internazionali mentre i rifiuti gestiti illegalmente e sequestrati si sono attestati sulle 346 mila tonnellate. La maggior parte dei reati registrati (il 47,7%) riguarda ancora una volta le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, con la Campania in testa (con 5.327 infrazioni), seguita dalla Calabria (3.892), dalla Sicilia (3.552) e dalla Puglia (3.345). Mantiene il quinto posto il Lazio (2.463), mentre la prima regione del nord in classifica è la Lombardia (con 1.607 reati) seguita dalla Liguria (1.464).

La classificazione dei rifiuti

La classificazione dei rifiuti nella normativa italiana si basa sul luogo in cui il rifiuto ha origine (abitazione o attività produttiva) e non sulle sue caratteristiche fisiche, chimiche e merceologiche. Il D.Lgs. 152/2006 classifica i rifiuti, in base alla provenienza, in urbani e speciali e, solo a valle di questa prima classificazione, secondo le caratteristiche di pericolosità, cioè pericolosi e non pericolosi.
I rifiuti urbani sono i rifiuti domestici (anche ingombranti) provenienti da abitazioni, i rifiuti da pulizia stradale e di altri luoghi pubblici, i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi e i rifiuti di qualsiasi natura abbandonati o giacenti in aree pubbliche, comprese le spiagge e le rive, la cui produzione non può essere ricondotta a uno specifico soggetto. Sono rifiuti urbani, inoltre, i rifiuti speciali non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti a usi diversi da quelli dell’abitazione, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità dai Regolamenti Comunali (o di ambito sovracomunale) sulla base delle regole generali dettate dallo Stato; tali rifiuti sono speciali per origine ma, una volta assimilati, sono gestiti (raccolti e smaltiti) insieme ai rifiuti urbani domestici e assoggettati alla tariffa o tassa.
Sono considerati rifiuti speciali i rifiuti da attività agricole, di costruzione, artigianali, industriali, sanitarie, commerciali e di servizio, i rifiuti derivanti dalle attività di recupero e smaltimento dei rifiuti, i fanghi da trattamento acque, attività estrattiva o bonifiche.
I rifiuti sono invece classificati come pericolosi o non pericolosi a seconda delle sostanze in essi contenute. I rifiuti urbani pericolosi sono costituiti da quei rifiuti di origine domestica che contengono al loro interno sostanze inquinanti o tossiche in misura tale da far sì che essi debbano essere smaltiti in impianti appositi (es. farmaci e pile).
I rifiuti speciali pericolosi sono generati da attività produttive e contengono al loro interno le suddette sostanze inquinanti o tossiche.
Sul confine tra i rifiuti urbani e quelli speciali agiscono quindi le regole di assimilazione definite dalla legge nazionale e applicate localmente. Ogni comune può applicare in diverso modo i criteri per assimilare rifiuti derivanti da attività produttive, commerciali e di servizio, agendo in particolare sulla soglia quantitativa.
Più rifiuti vengono assimilati agli urbani meno rifiuti speciali sono lasciati alla gestione privata e quindi con un rischio di minor controllo e tracciabilità. Nei territori gestiti dal Gruppo Hera e, in generale, in Emilia-Romagna, il livello di assimilazione è elevato: si stima che il rifiuto gestito nell’ambito del servizio pubblico sia composto al 50% da rifiuti di origine domestica e al 50% di origine non domestica, cioè da rifiuti speciali assimilati. Si possono inoltre stimare in circa 1,5 milioni di tonnellate i rifiuti speciali assimilabili per caratteristiche (e quindi non pericolosi) ma non assimilati perché prodotti nella singola attività produttiva in quantità superiore a quella stabilita.
In Europa, a differenza dell’Italia, la classificazione dei rifiuti è più direttamente correlata alla loro pericolosità o meno e alla tipologia di trattamento cui sono ammessi.

 Rifiuti non pericolosiRifiuti pericolosi
Rifiuti urbani

Rifiuti domestici (secchi e organici)
Rifiuti da pulizia stradale e di altri luoghi pubblici

Rifiuti assimilati agli urbani

Pile, accumulatori al piombo
Imballaggi contaminati
TV, monitor, frigoriferi, condizionatori e lampade
Oli minerali
Rifiuti speciali

Rifiuti da attività agricole e agroindustriali
Inerti e laterizi (provenienti da attività imprenditoriale di costruzione e demolizione)
Imballaggi commerciali e industriali
Plastiche e vetro scarto di lavorazioni
Artigianali e industriali

Originati dalle operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti, anche urbani

Scarti di produzioni petrolchimiche e farmaceutiche
Rifiuti metallurgici
Fanghi da attività di bonifica
Oli esauriti

Rifiuti di ricerca medica e veterinaria

La filiera dei rifiuti speciali in Hera
Il flusso di trattamento dei rifiuti speciali in Hera è estremamente articolato, vista la diversa natura di questi rifiuti che provengono dall’industria, dalla depurazione delle acque di scarico, dalle costruzioni, dal settore commerciale e dei servizi, dalla sanità. Hera è dotata di ben 29 impianti adibiti esclusivamente allo smaltimento dei rifiuti speciali, con circa 3 milioni di tonnellate gestite nel 2012 (compresi i sottoprodotti derivanti dalle attività degli impianti del Gruppo). Esistono limiti al conferimento definiti, impianto per impianto, dalle autorizzazioni provinciali oppure dalle autorizzazioni integrate ambientali.

 
Rifiuti speciali smaltiti per tipologia di impianto (2011)

I consumi di reagenti nei termovalorizzatori sono stati pari a 30.311 tonnellate, in aumento per circa il 60% rispetto al 2011 sostanzialmente a causa dell’inserimento dei dati relativi a prodotti deodorizzanti utilizzati nelle fosse rifiuti e nelle sale controllo: si sono inoltre avuti una diminuzione dei reagenti impiegati nel processo di depurazione fumi, riconducibile alla progressiva ottimizzazione del processo e un incremento di altri reagenti impiegati nell’ambito di sperimentazioni condotte allo scopo di migliorare i processi di conduzione degli impianti. Negli impianti di inertizzazione e chimico fisici, sono state consumate 12.595 tonnellate di reagenti chimici, il 37,6% in più rispetto al 2011: l’aumento è riconducibile in prevalenza ai consumi del nuovo impianto “disidrat”.